Con la Legge di Bilancio del 2026 cambiano le regole sulla destinazione del TFR e il trattamento di fine rapporto entra in una nuova fase: per molti lavoratori del settore privato, la scelta di destinazione non potrà più essere rimandata.
Dal 1° luglio diventerà infatti operativo il meccanismo del silenzio-assenso, che prevede che, in assenza di una decisione esplicita, il TFR venga destinato automaticamente ad un fondo pensione cosiddetto negoziale o di categoria, quello previsto dal contratto collettivo (CCNL) applicato all’azienda.
Si tratta di una novità che coinvolge direttamente i lavoratori, ma che ha ricadute rilevanti anche per le aziende. Essere informati e prendere decisioni consapevoli diventa quindi fondamentale.
TFR e silenzio-assenso: cosa cambia dal 1° luglio 2026
Dal 1° luglio 2026, chi è assunto ha 60 giorni di tempo per indicare la destinazione del TFR: si può scegliere se lasciarlo in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione.
L’azienda è tenuta a consegnare una scheda informativa completa sulla previdenza complementare ai dipendenti, dopodiché il lavoratore ha ulteriori 30 giorni per comunicare la sua decisione. Se non effettui alcuna scelta, entra in funzione il meccanismo del silenzio-assenso: il TFR confluirà automaticamente nel fondo pensione previsto dal CCNL e porterà con sé la contribuzione del datore di lavoro e del dipendente. Una volta conferito al fondo, non sarà più possibile riportare il TFR in azienda; al contrario, se decidi di lasciarlo inizialmente in azienda, potrai comunque aderire in un secondo momento a strumenti di previdenza integrativa.
La destinazione del TFR al fondo pensione: conseguenze e opportunità
Alla luce dei cambiamenti in atto, è importante capire cosa comporta la scelta di destinare il TFR a un fondo pensione e quali benefici può offrire nel lungo periodo.
Il fondo pensione è uno strumento di previdenza complementare che funziona come un investimento: le somme versate vengono gestite nel tempo e possono generare rendimenti, con l’obiettivo di costruire un capitale da affiancare alla pensione pubblica.
Destinando il TFR a un fondo pensione e aggiungendo una contribuzione, hai diritto anche alla contribuzione aggiuntiva del datore di lavoro, generalmente compresa tra l’1% e il 2% della retribuzione: un vantaggio concreto che andrebbe perso lasciando il TFR in azienda. A questo si aggiungono importanti incentivi fiscali, sia sui contributi versati sia sulla tassazione finale.
È bene sapere che, scegliendo il fondo pensione, il TFR non verrà liquidato come “buonuscita” al termine del rapporto di lavoro: le somme resteranno invece accantonate nel fondo, in un luogo dedicato a integrare la tua pensione futura. In caso di necessità rilevanti, il capitale potrà comunque essere parzialmente anticipato dopo i primi anni di adesione (in genere da 2 a 5 anni, a seconda del fondo).
Una scelta consapevole, soprattutto per i lavoratori più giovani, permette quindi di costruire nel tempo una maggiore sicurezza previdenziale, adattando l’investimento al proprio profilo di rischio e all’orizzonte temporale.
Silenzio-assenso: le opzioni per la destinazione del TFR
Una volta che scegli di destinare il TFR a un fondo pensione, anche tramite il meccanismo del silenzio-assenso, la decisione diventa irrevocabile e non potrai più tornare alla destinazione in azienda. Al contrario, se entro i 60 giorni previsti dalla legge opti per il mantenimento del TFR in azienda, resti comunque libero di cambiare idea in un momento successivo.
È quindi fondamentale raccogliere quante più informazioni possibili per compiere una scelta consapevole. Puoi informarti attraverso:
- il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), che individua il fondo pensione di riferimento;
- la documentazione aziendale, che l’azienda, a partire dal 1° luglio, sarà obbligata a mettere a disposizione per illustrarti le caratteristiche della previdenza complementare;
- i siti dei fondi pensione negoziali;
- il portale della COVIP, l’ente di vigilanza sui fondi pensione.
Il TFR rappresenta una componente fondamentale del tuo futuro previdenziale. Se vuoi prendere decisioni consapevoli e valutare le opzioni più adatte, prenota una consulenza: insieme chiariremo ogni aspetto e potrai scegliere con piena sicurezza.