Da settembre 2026 c’è una novità che riguarda direttamente chi si ammala e non riesce a farsi visitare il giorno stesso. L’INPS ha aggiornato il proprio orientamento per tenere conto di una realtà ormai strutturale: carenza di medici di famiglia, visite su appuntamento, tempi di attesa.
Il risultato è che, per i certificati redatti a partire dal 4 settembre 2026, il medico di base può indicare che il paziente era già malato il giorno prima della visita anche quando la visita si è svolta in ambulatorio, e non solo in caso di visita domiciliare. La retroattività è limitata a un solo giorno e non si applica a sabati, domeniche o festivi infrasettimanali, perché in quei giorni è attiva la guardia medica. Non è un dettaglio trascurabile, perché la data di inizio malattia che compare nel certificato incide sul calcolo dei giorni di carenza, sulla percentuale dell’indennità spettante e sulla durata massima del periodo indennizzabile.
Come funziona la malattia se sei un lavoratore dipendente
Quando ti ammali, infatti, i tuoi obblighi sono essenzialmente tre:
- avvisare il datore di lavoro tempestivamente (ricorda che un’assenza non comunicata è un’assenza ingiustificata)
- andare dal medico e ottenere il certificato medico telematico, che il medico trasmette direttamente all’INPS in via elettronica;
- comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato: non il certificato stesso, non la diagnosi, solo il codice identificativo che il medico ti fornisce al termine della visita. È importante anche assicurarsi che il domicilio comunicato al datore di lavoro sia aggiornato e corretto: può essere diverso dalla residenza indicata all’assunzione, ma deve essere quello in cui ti trovi durante la malattia, perché è lì che potresti ricevere la visita fiscale.
Conoscere e comunicare correttamente le date di inizio e di fine della malattia è importante per due motivi:
- per non ricevere ammonizioni dal datore di lavoro (se sei assente ingiustificatamente per un tempo più o meno prolungato potrebbero esserci i requisiti per un licenziamento per giusta causa)
- per ricevere l’indennità di malattia: al 50% dal quarto al 20esimo giorno di assenza per malattia; al 66,66% dal 21esimo al 180esimo giorno. I primi 3 giorni di malattia sono interamente indennizzati dal datore di lavoro.
Può essere utile, dunque, chiarire una volta per tutti questi aspetti:
Cosa succede se mi ammalo nel weekend?
Se ti ammali nel fine settimana o in un giorno festivo e la malattia si protrae anche nei giorni feriali successivi, il medico può certificare l’inizio della malattia già dal sabato o dalla domenica. Il fatto che il sabato, la domenica e i festivi infrasettimanali siano esclusi dalla nuova regola sulla retroattività di un giorno non significa che quei giorni non possano essere compresi nel periodo di malattia: significa solo che in quei giorni è disponibile il servizio di continuità assistenziale (la guardia medica) e quindi il lavoratore ha la possibilità concreta di farsi visitare e certificare già in quella giornata. Se invece non vai dalla guardia medica e aspetti il lunedì per il medico di base, il certificato partirà da lunedì. Vale la regola ordinaria: la data indicata dal medico è la data che conta.
Cos’è il certificato di continuazione e quando si usa
Quando la malattia si protrae anche oltre il termine del primo certificato medico, il medico emette un certificato di continuazione, anche chiamato certificato di proroga, che attesta che sei ancora malato e che il periodo di incapacità si estende rispetto a quello indicato nel certificato iniziale. Viene trasmesso all’INPS dal medico con le stesse modalità del certificato iniziale: anche in questo caso, a te spetta solo comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo del nuovo certificato.
Visita fiscale: chi può chiederla, come funziona, cosa succede se non sei a casa
La visita medica di controllo, comunemente chiamata visita fiscale, è una verifica disposta dall’INPS (direttamente o su richiesta del datore di lavoro) per accertare che il lavoratore sia effettivamente malato e che la malattia ne giustifichi l’assenza dal lavoro. Il medico incaricato si presenta al domicilio che hai dichiarato, senza preavviso, nelle fasce di reperibilità obbligatorie: dalle 10 alle 12 la mattina e dalle 17 alle 19 il pomeriggio, sette giorni su sette, compresi i festivi. Esistono alcune categorie di lavoratori per cui le fasce di reperibilità sono più ampie (nella pubblica amministrazione, ad esempio, la fascia è 9-13 e 15-18) ma per i dipendenti privati le fasce standard sono quelle indicate sopra.
Se non sei a casa durante le fasce di reperibilità dovrai giustificare la tua assenza all’Inps. Se non sarà ritenuta valida la tua giustificazione l’Inps non riconoscerà l’indennità dal giorno della visita di controllo in poi. Di conseguenza, il datore di lavoro non riconoscerà l’integrazione dell’indennità di malattia non essendoci il riconoscimento da parte di Inps.